Archivi del mese: settembre 2010

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Corsi di formazione

L'Ordine degli Architetti in collaborazione con Asseform propone i seguenti corsi di formazione:

Progettazione strutturale: principi fondamentali per l’edilizia civile (24 ore in 6 lezioni – costo €. 250 + IVA)

Teoria e pratica del Catasto Fabbricati (20 ore in 5 lezioni – costo €. 250 + IVA) 

Per entrambi i corsi le lezioni si svolgeranno presso la sede di Asseform (Via Cantore 62/4) il martedì dalle ore 16,00 alle 20,00 e avranno inizio il 5 ottobre p.v.

Per consultare il programma delle lezioni e scaricare il modulo d'iscrizione visitare il sito: www.asseform.genova.it

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INCONTRO SUL PIANO URBANO DELLA MOBILITA’

S’informano gli iscritti che il 22 settembre 2010, alle ore 17,00, presso la sede dell’Ordine, si svolgerà un incontro sulla presentazione del Piano Urbano della Mobilità del Comune di Genova, al quale parteciperanno il Vice Sindaco del Comune di Genova, avvocato Paolo Pissarello e l’architetto Paolo Tomiolo, Direttore di Urbanlab.

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IL RUOLO DELL’ARCHITETTO NEL VENTUNESIMO SECOLO

IL RUOLO DELL'ARCHITETTO NEL VENTUNESIMO SECOLO.

 Il 17 settembre 2010 si è tenuto a Taormina un convegno, organizzato dalla Consulta Regionale Architetti P.P.C. della Sicilia e dagli Ordini degli A.P.P.C. di Catania e Messina, con tema "Il ruolo dell'architetto nel XXI secolo".
 

Negli ultimi decenni, con il boom edilizio, la sempre maggior velocità richiesta dalla committenza

pubblica e privata, l'apertura dei mercati internazionali, la formazione delle grandi società di ingegneria, l'assimilazione delle prestazioni intellettuali agli appalti di forniture ma soprattutto il profilarsi di competenze sovrapposte e alternative nella forma se non nella sostanza, si è creata una generale nebulosa in cui spesso il progetto di architettura viene messo in secondo piano.

A scala mondiale si comincia però a comprendere l'importanza di una visione unitaria e complessiva del progetto del territorio ed è proprio l'architetto che può coniugare le più avanzate tecnologie alla memoria e alla storia dei luoghi, interpretando entrambe con i linguaggi contemporanei.

La nostra categoria, applicando le competenze che gli sono proprie e che discendono da una formazione che abbraccia gli aspetti tecnici e gli aspetti umanistici con un approccio olistico al tema di progetto ad ogni scala, deve quindi confrontarsi con questo scenario, per recuperare e riaffermare il ruolo che gli spetta, interpretando e guidando la ritrovata sensibilità sociale verso il territorio e l'ambiente.

Per recuperare questo ruolo è necessaria però una forte azione politica e di divulgazione, di cui gli Ordini Professionali devono farsi carico, agendo su più fronti per creare le condizioni necessarie perché questo processo di valorizzazione della figura dell'architetto sia il più rapido possibile.

 

-La formazione: i programmi universitari sono spesso troppo distanti dal mondo della Professione. E' necessaria una rivisitazione generale dei corsi, che renda le conoscenze acquisite più spendibili nel mondo del lavoro, sia in ambito nazionale che sui mercati europei, con una visione globale che riunifichi in un unico processo anche gli aspetti considerati settoriali: sicurezza, recupero dell'esistente, restauro del paesaggio, nuovi modi dell'abitare, bioedilizia.

 

-La definizione delle competenze: stante il sovrapporsi di figure professionali simili e la creazione di nuove figure di cui sono sempre più confuse le competenze, si rende improrogabile la riforma delle professioni, con una semplificazione dei ruoli.

 

-L'incentivazione: il mondo della libera professione pur costituendo un'importante realtà socio-economica, è sempre stato tenuto in scarsa considerazione anche nelle fasi di crisi in cui imprenditoria, industria e altri settori hanno goduto di agevolazioni e incentivazioni. Sono necessarie misure economiche-fiscali che permettano al professionista di investire su se stesso e sulle proprie capacità e competenze.

 

-La riforma normativa: le prestazioni intellettuali non devono e non possono essere assimilate alla fornitura di beni e la qualità architettonica non può e non deve essere misurata sulle capacità finanziarie. E' urgente una riforma che restituisca al Progetto Architettonico il valore sociale, culturale, ambientale e spesso di volano economico, concedendogli anche tempi e risorse economiche maggiori, con la certezza che un progetto di qualità determina tempi e costi minori nell'intero processo realizzativo e di gestione.

 

-La divulgazione: la società civile deve riacquisire fiducia e rispetto nei confronti della figura dell'architetto. Per far questo è necessario che il progetto d'architettura esca dagli studi e dai luoghi preposti, avvicinandosi alla società, attraverso mostre ed eventi aperti ai non addetti ai lavori. Che si racconti, che si renda comprensibile e chiara la differenza tra edilizia e architettura.

  

IL NUOVO ARCHITETTO – IL MANIFESTO

 

La valorizzazione del ruolo dell'architetto nel XXI secolo passa necessariamente attraverso una forte azione politica e di divulgazione, di cui gli ordini professionali devono farsi carico, agendo su più fronti per creare le condizioni necessarie affinché questo processo sia il più rapido possibile.

La revisione dei percorsi formativi in funzione degli esiti professionali, deve essere alla base del processo. Bisogna avviare una nuova stagione che contempli una profonda revisione del quadro normativo in materia di opere pubbliche, dove la centralità sia assegnata all'architettura in quanto bene comune dell'umanità e nuove regole che consentano una corretta retribuzione delle prestazioni, per una dignità sociale dell'architetto.

L'Attivazione di processi di internazionalizzazione degli architetti italiani, con particolare attenzione all'area del mediterraneo, deve rappresentare la nuova frontiera, per una gestione consapevole delle risorse, soprattutto in relazione all'inquinamento ambientale e, in particolare, alle conseguenze climatiche.

Lo sviluppo sostenibile dovrà essere il nuovo codice dell'architetto e dovrà garantire i valori di riferimento delle culture e delle comunità locali, soprattutto in relazione al processo di globalizzazione in atto. Ecco perché è indispensabile l'azione dell'architetto, per cambiare rotta ed avviare modelli di Architettura compatibili con quelli della natura. Temi ecologici, economici, politici e sociali sono facce della stessa medaglia. Il ruolo dell'architetto nella società del XXI sec., ridisegnato nella formazione con antichi principi e nell'impegno dai nuovi codici rispettosi dell'ambiente, deve passare attraverso una Riforma delle professioni, che garantisca:

1) la qualità delle prestazioni, attraverso il continuo aggiornamento inteso come pratica del mestiere;

2) la promozione di codici prestazionali delle singole attività, dove siano indicati gli adempimenti necessari per il corretto espletamento di una data prestazione e senza innescare competizioni di prezzo, assurde e prive di logicità di mercato;

3) l'innalzamento del livello partecipativo e di trasparenza degli organi di rappresentanza di categoria;

4) l'assegnazione delle commesse solo attraverso il concorso di architettura, dotando gli enti locali di un fondo nazionale della progettazione.

Infine, nuove strategie di comunicazione, per una ritrovata 'Agorà degli Architetti' nella città contemporanea, con l'istituzione di una rete attiva degli Ordini con sedi internazionali

decentrate, sparse nel mondo, al fine di promuovere la qualità dell'arte della progettazione

italiana, ripristinando il diritto di autore in architettura e impedendo che la progettazione, prodotto dell'ingegno, sia ridotta a una semplice merce di scambio.

 

LA PAROLA AGLI ORDINI

 

Abbiamo avuto il piacere e l'opportunità di porre una domanda ad alcuni dei rappresentanti degli Ordini delle principali città italiane. Le risposte sono state diverse ma tutte dirette a considerare la figura dell'Architetto quale fulcro della professione.

Negli ultimi decenni, intorno alla figura dell'architetto si è venuta a creare una confusione generale, soprattutto a causa del proliferare di competenze sovrapposte e alternative, che hanno portato il progetto di architettura ad un ruolo marginale. In che modo, in quanto Ordini Professionali, pensate di agire per restituire il ruolo che spetta all'architetto del XXI secolo?  

Arch. Giorgio Parodi, Presidente Ordine A.P.P.C. Provincia di Genova.

La ricetta immediata per far risorgere l'Architetto, è quello di intervenire nel campo della formazione per avere un numero minore di architetti, ma certamente più qualificati.

 

Arch. Ibleto Fieschi, Vicepresidente Ordine A.P.P.C. di Genova.

La figura dell'architetto nel XXI secolo, è difficile da individuare perché ci sono e ci saranno molti nuovi fattori, dal punto di vista tecnologico e del modo di interpretare la professione.

 

Arch. Natale Raineri Segretario Ordine A.P.P.C. Provincia di Genova.

E' importante riconquistare il ruolo dell'architetto nella progettazione, dando più

spazio all'aspetto creativo.

 

Arch. Leopoldo Freyrie Presidente Consiglio Nazionale Ordine degli Architetti.

Credo che il punto fondamentale sia l'assunzione del ruolo. Dobbiamo smettere di lamentarci perché non ci viene riconosciuto, ma piuttosto conquistarlo alzando la qualità del nostro lavoro all'interno della società italiana.

 

Arch. Luigi Cotzia, Vicepresidente aggiunto Consiglio Nazionale A.P.P.C.

L'Architetto del XXI secolo deve avere una formazione sempre al passo con i tempi. Dobbiamo formare un architetto nuovo, pronto a subire le trasformazioni e a trasmetterle come operato sul territorio. Le Università si devono fare carico di questa preparazione per il mondo del lavoro.

 

Arch. Simone Cola, Vicepresidente Vicario Consiglio Nazionale A.P.P.C.

L'Italia è il paese europeo con il maggior numero di architetti, ma con una qualità architettonica molto bassa. Ritengo che gli architetti italiani nelle nuove generazioni siano invece molto preparati e capaci, ma molto spesso sono stati costretti ad andare all'estero a lavorare, dove ci sono opportunità maggiori. Uno dei temi più importanti sarebbe capire perché l'Italia non chiede qualità

architettonica.

 

Arch. Amedeo Schiattarella, Presidente Ordine A.P.P.C. Provincia di Roma

La situazione è molto difficile per la professione; forse è uno dei periodi più bui che abbiamo attraversato. Il rintanamento che abbiamo avuto negli ultimi anni è stato tale che ci ha allontanato dal resto della professione così come viene esercitata in tutto il mondo. Il nostro obbiettivo è quello di riallinearci e per farlo dobbiamo fare una battaglia violentissima, con una grande capacità di incidere sul mondo della politica e dell'imprenditoria. Siamo diventati tutti consapevoli della necessità di cambiare radicalmente il modo in cui noi abbiamo fatto le politiche per la professione in questi anni. Perché l'arretramento che c'è stato, è anche frutto del nostri errori. In questo momento noi abbiamo la necessità di rivedere alcune questioni e di ricominciare col recuperare quella voglia che avevamo un po' di anni fa e che abbiamo smarrito.

 

Arch. Rino La Mendola Presidente Consulta Ordini A.P.P.C. Sicilia.

Il problema maggiore degli ultimi due lustri, è la progressiva trasformazione del professionista in un imprenditore, perché per accedere alle commesse pubbliche è costretto a passare per gare fondate non su parametri qualitativi, come dovrebbe essere in un concorso di progettazione ma su parametri di tipo quantitativo, come la valutazione del fatturato o la valutazione del ribasso di

quell'onorario che, dopo il decreto Bersani, non ha più limite. Oggi purtroppo, si assiste a ribassi anche del settanta per cento, che vanno contro non solo alla qualità del progetto ma soprattutto alla dignità del professionista. Noi, Ordini che rappresentiamo gli architetti, riteniamo per il futuro della

nostra professione, sia necessario stimolare la politica affinché venga promossa un inversione di tendenza che restituisca alla progettazione una prestazione di carattere intellettuale e non di servizio, rilanciando il progetto di architettura al centro della gestione del territorio, coniugando gli aspetti urbanistici con quelli della qualità architettonica. "Le regole ci devono essere, ma devono essere al margine del progetto!".

 

Arch. Gaetano Montalto Presidente Ordine A.P.P.C. Provincia di Messina.

L'impegno che dobbiamo prendere è quello di riunire ad un tavolo tutti gli ordini, geometri,

ingegneri, architetti, in modo tale da poter definire le competenze di ogni categoria professionale per una più corretta riforma delle professioni.

 

Arch. Alberto Ditta Presidente Ordine A.P.P.C. Provincia di Trapani.

L'architetto del XXI secolo deve riappropriarsi della sua dignità, intervenendo sulla politica che, più che stimolare, bisognerebbe aggredire. Purtroppo non si è riuscito a lavorare in sinergia coi nostri politici, e a far capire loro che la figura dell'architetto è la base primaria dell'economia del paese

stesso.

 

Arch, Raffaello Frasca, Presidente Ordini A.P.P.C. Provincia di Palermo.

Si è perso di vista quello che è l'obbiettivo che dovremmo porci, noi, che siamo all'interno degli ordini professionali: La figura dell'architetto deve essere rivalutata nel suo compito di educatore. Dobbiamo essere più incisivi su questo aspetto, perché se si perde questo si perde tutto!

 

Arch. Valeria Bottelli, Presidente Consulta Ordine di Milano.

Spenderei un pensiero per gli architetti giovani considerando che gli under 40 sono quasi il 40% degli architetti italiani. Il problema dell'accesso al lavoro è veramente difficoltoso, ma bisogna cogliere l'Internazionalità come risorsa, dato che la nostra formazione deve predisporre al controllo di problemi complessi, anche e non solo, del nostro ambito specifico.

 

Arch. Pasquale Piscitelli, Presidente Federazione Ordine A.P.P.C. Marche.

L'architetto ha perso in questo momento la sua figura centrale nel panorama della

progettazione, è diventato più un burocrate. Mi auguro che nel XXI secolo riusciremo ad

appropriarci della nostra vocazione naturale al progetto.

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Area Maddalena: nuovi bandi

NUOVI BANDI DEL COMUNE DI GENOVA PER L'AREA DELLA MADDALENA.

 Il Comune di Genova, attraverso l’Incubatore di imprese del Centro Storico, intende rivitalizzare l’ambito degradato della Maddalena favorendo l’insediamento di attività d’impresa, tramite la fornitura di servizi di assistenza e la concessione di agevolazioni finanziarie e anche la messa a disposizione di locali specifici.L’azione si integra ad altre iniziative realizzate o in fase di realizzazione, concernenti la residenzialità, l’offerta turistica e museale ed in particolare si prefigge di sostenere le imprese nella zona di intervento oggetto di Piano di Sviluppo Locale. L’azione si integra, inoltre, con gli interventi infrastrutturali e di riqualificazione previsti dal programma di interventi denominato “P.O.R. Maddalena”, approvato con D.G.C. n. 352 in data 13/10/2008 ed ammesso a fruire dei contributi comunitari di cui al P.O.R. – FESR Liguria 2007-2013 – “Asse 3 Sviluppo urbano” Le agevolazioni sono concesse a valere sul VI Programma di Intervento ex art.14 della L.266/97 del Comune di Genova – Annualità 2008, approvato con D.G.C. del 30 aprile 2008 n. 163.Per attuare tali interventi attraverso l’Incubatore di Imprese del Centro Storico, il Comune di Genova si avvale di Job Centre s.r.l. e FI.L.S.E. S.p.A.. Possono presentare domanda di agevolazione le piccole imprese, singole o associate attive, di nuova costituzione o esistenti economicamente sane, che aprano nuove attività o nuove unità locali anche tramite trasferimento dell’attività principale da altre aree esterne all’ambito della Maddalena, e operanti in modo prevalente nelle seguenti attività: commercio al dettaglio, artigianato e servizi, codificate, secondo la classificazione delle attività economiche ISTAT 2007 (codici ATECO 2007). 

I bandi attualmente attivi sono due: il primo riguarda le attività economiche a piano strada, il secondo quelle ai piani superiori degli edifici.
Link al sito del Comune dove scaricare i bandi:  http://www.comune.genova.it/portal/template/viewTemplate?templateId=tkijs5aaj2_layout_169i6wbzf1.psml