Architetture per la catastrofe

Workshop

Architetture per la catastrofe

Venerdì 1 marzo – sabato 2 marzo 9.30-18.00

domenica 3 marzo ore 9.30-13.00

Sede Ordine Architetti Torino

Via Giolitti 1, Torino (3° piano)

 

Scade venerdì 22 febbraio (ore 12) la possibilità di iscriversi al workshop “Architetture per la catastrofe” organizzato dalla Fondazione Ordine Architetti di Torino, con la referenza scientifica di Anna Rita Emili, architetto e fondatrice di altro_studio, ideatrice del progetto Bunker House, un'unità abitativa in grado di resistere alle catastrofi naturali, e Emanuele Piccardo, critico d’architettura e fondatore dell'associazione culturale plug-in.

Il workshop (quota di partecipazione € 200,00 + IVA) è aperto a architetti, designer, progettisti e studenti di discipline attinenti (fino a un massimo di 25 partecipanti). L’obiettivo è offrire un’occasione di formazione su procedure e modalità da adottare per realizzare alloggi provvisori sostenibili economicamente, modulari, facili da montare e stoccare, durabili e riutilizzabili.

Il workshop prevede:
– una fase progettuale (1-3 marzo) per la progettazione di un prototipo in scala 1:1 che sarà pensato come un sistema di alloggi tali da costituire un isolato urbano per ricreare quel senso di urbanità necessario a evitare lo sradicamento della comunità sfollata. Inoltre verrà realizzato un “Manuale di montaggio” a uso dei cittadini che consenta di essere autonomi in caso di necessità.

– una fase esecutiva di realizzazione del prototipo di alloggio provvisorio per la presentazione durante il prossimo Festival Architettura in Città (Torino 28 maggio – 1 giugno).


Le catastrofi “naturali”, che con sempre maggiore frequenza colpiscono in numerose parti del mondo le popolazioni, gli insediamenti umani e i territori, vedono amplificato il loro portato distruttivo dall’’assenza di una politica di difesa del suolo e di una pianificazione ragionata, dalla sottovalutazione del rischio di alluvioni e terremoti che impediscono una prevenzione sia in termini di sicurezza dei cittadini, sia in termini di architetture residenziali in grado di resistere alla forza della natura. Si tende così a intervenire a catastrofe avvenuta.

Il tema delle architetture per la catastrofe è ancora terreno fertile per la demagogia, e sono ancora molto rari i casi di architetti che lavorino sul pre-catastrofe, come l’italiana Anna Rita Emili, o che elaborino proposte convincenti di alloggi temporanei post-catastrofe, come il cileno Alejandro Aravena o il giapponese Shigeru Ban.

“Architetture per la catastrofe”, ideato dall’associazione plug-in e organizzato dalla Fondazione OAT, è un workshop che intende fornire risposte progettuali a problemi reali.

 

Per modalità di iscrizione e pagamento: www.to.archiworld.it

Segreteria: staff.fondazione.oato@awn.it T. 011 5360512/515

 

Ufficio Stampa Fondazione OAT press.fondazione.oato@awn.it
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