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L’VIII Congresso Nazionale raccontato dalla Delegazione dell’Ordine di Genova

L’VIII Congresso Nazionale raccontato attraverso le parole dei Delegati dell’Ordine di Genova che hanno seguito i lavori a Roma.

FEDERICA ALCOZER: «Ha rappresentato un richiamo all’impegno e all’etica del nostro lavoro nel migliorare la società, l’ambiente, la cultura. Ne siamo del tutto consapevoli? Sappiamo che significa costruire visioni contrarie alla maggior parte delle tendenze politiche ed economiche del periodo in cui viviamo?»

 SILVIA ASTARITA: «1)“La nave è ormai in preda al cuoco di bordo e ciò che trasmette al microfono del comandante non è più la rotta, ma ciò che mangeremo domani.” (S.A. Kierkegaard). Questo spettacolare aforisma, prologo di un brillante relatore, è il nocciolo della nostra condizione professionale attuale. È tempo quindi che il Comandante torni sulla tolda perché solo lui ha le capacità per delineare la rotta verso la città per l’uomo del 3° millennio.
2) È tempo di entrare nelle scuole di ogni ordine e grado per formare la nuova committenza del futuro: illuminata, conscia che il bello genera altra bellezza e rispettosa dell’ambiente in cui vivranno. “Se una città è costruita per esseri umani sotto i 10 anni e sopra gli 80 allora quella sarà davvero una città per tutti”»

NICOLETTA BEVILACQUA: «La cultura è un ecosistema che coinvolge le principali dimensioni della vita sociale: la salute, il lavoro, il riposo e lo svago, l’innovazione, la sostenibilità ambientale, la coesione sociale, la qualità della vita, il dialogo con gli altri (G.M . Flick)»

ROBERTA BURRONI: «#CNAPPCCONGRESSO2018_CambioDiParadigmi! Architettura e Urbanistica come “atti politici” per bene comune; persone e comunità, città e territori, al centro; cultura, inclusione e pari opportunità! #CominciamodalManifesto_LeParoleSonoImportanti: “le persone (non l’uomo)al centro”! Cominciamo! »

SANDRA CAREZZANO: «”Il luogo è una parte integrante dell’esistenza…non è una astratta localizzazione”. (C. Norberg-Schulz). Da questo concetto bisogna ripartire per poter dare dignità anche alle brutte costruzioni che infestano i nostri centri abitati. Racconto in breve il Congresso ad una collega e lei subito mi dice: “Non ti sentivo così entusiasta da tempo!” Entusiasmo e forza che il Congresso mi hanno trasmesso. Il messaggio è quello di essere uniti per far rispettare il nostro lavoro e la nostra figura professionale»

ENRICA MARIA FERRARI: «Il Congresso di Roma approva la cultura dello spazio, la scandisce, la esalta, contribuisce a farla sentire nostra assoluta responsabilità.
Non siamo solo biologia e personalità ma ambiente…. È Il momento di riprendere il comando della nave, riappropriarci di un territorio fortemente nostro che è l’immaginazione, di una fragilità, che è il nostro sentire, di una flessibilità che è il nostro spazio e della improrogabilità,  che è il nostro tempo. Quindi ripensare al nostro territorio come spazio adatto al ben vivere di chi non progetta spazi, ma che forzatamente li vive senza averli immaginati….(non a caso 8-80). Siamo responsabili di questo. Solo così potremo salvarci dalla pioggia delle vanità, sentire il ben(d)essere farsi spazio, e scoprire che siamo una insolita specie»

STEFANO GALATI: «Chi non era presente difficilmente potrà cogliere gli aspetti emozionali del Congresso, al di là dei documenti, dei testi, degli interventi che si sono succeduti sul palco. Nel corso di tre intense giornate si é percepito un clima positivo, teso e attento. Non va disperso il momento proseguendo sul cammino tracciato»

FRANCESCA GIUFFRA: «La partecipazione all’VIII Congresso del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori a Roma è stata un’esperienza emozionante, densa di spunti di riflessione. L’insegnamento per me più importante è che tutti siamo chiamati a ridefinire il ruolo culturale e sociale dell’Architetto con orgoglio, impegno ed entusiasmo»

FEDERICO GRIGO’: «Una “tre giorni” vissuta intensamente con la richiesta di riconoscere la figura e il ruolo dell’architetto quale investimento necessario per lo sviluppo qualitativo della vita delle persone. Contributo di relatori di altissimo livello»

MARIA RITA LAGOSTENA: «Siamo stati i testimoni della proclamazione del Manifesto dell’Architettura  degli Architetti P.P.C. Italiani: questo basti non solo per operare secondo le linee guida del documento programmatico, ma soprattutto deve rappresentare la  mission per le generazioni future. ARCHXXI»

ALESSANDRA LOGOZZO: «Non permettere mai che qualcuno venga a te e vada via senza essere migliore e più contento. Cit. Madre Teresa di Calcutta
Credo fermamente che l’Architettura e gli spazi per abitare che propone, possano anzi debbano generare in chi li usufruisce sentimenti positivi e contemplativi… a misura d’uomo e d’anima. Il congresso ha confermato questa mia convinzione ed è stato bello conoscere e riconoscersi in colleghi anche di altre realtà, promotori di bellezza, arte, cultura»

LUIGI MANDRACCIO: «Il Congresso ha enfatizzato l’idea di futuro, della professione di Architetto e soprattutto della città, contenuta nei documenti preparatori, nelle proposte per una legge sull’architettura e per un programma sulla rigenerazione urbana. Un’esperienza entusiasmante»

VALERIA MARTUSCIELLO: «Questo congresso ci ha immersi in un “Think tank”, condividendone l’altissimo livello. Obiettivi e contenuti, programmati a breve e a lungo termine, ci hanno conferito energia per trasformarci irreversibilmente»

RICCARDO MISELLI: «Abitare il Paese mette al centro il Progetto. Estendendone la dimensione disciplinare lo colloca con urgenza quale strumento culturale necessario per la conoscenza e valorizzazione delle molteplici qualità delle città e dei nostri paesaggi»

JACOPO MORANDO: «L’inclusione, grande tema multidisciplinare, fondamentale dell’istruzione e non solo, va intesa nella sua accezione più ampia e la città inclusiva dovrà essere progettata considerando l’inclusione sociale»

PAOLA NEGRO: «E’ stato bello ritrovare il mio pensiero, sinora sviluppato nel piccolo della mia attività professionale, come obiettivo principale di tutto il congresso: ripensare alla città come luogo da vivere ed il paesaggio come fonte di bellezza da preservare»

LAURA PALAZZINI: « “Il bello è un diritto sociale” e per sapere cosa sia il bello occorre educare alla qualità.
La cultura della qualità dell’Architettura, dello Spazio, dell’Arte, della Musica per un benessere psicofisico, necessario, per creare una “domanda” consapevole e sensibile.»

RAFFAELLA PELOSO: «L’VIII Congresso Nazionale Architetti PPC vuole scuotere la Professione perseguendo il diritto di tutti alla Qualità, non attraverso il corporativismo auto referenziato; riunendo in un’unica voce 3000 Architetti, risvegliandone la Passione repressa, motore di rinascita e generatore di Futuro, in una sfida che unisce con forza (a sorpresa) una categoria sin qui debole per la troppa individualità»

RAFFAELLA RENZONI: «Ringrazio l’Ordine per avermi dato la possibilità di assistere al Congresso: giornate intense di contenuti, riflessioni e confronto con colleghi di tutt’Italia.
Mi ha colpito in modo particolare il Presidente della Biennale di Venezia, Paolo Baratta “Architetti riappropriatevi del coraggio di IMMAGINARE»

ANGELA ROSA: «Abbiamo capito che nessuno può risolvere la situazione se non noi stessi rimboccandoci le maniche e stando uniti. Credo che il convegno ci abbia dato consapevolezza e nuove energie per agire. Siamo portatori sani di cultura capaci di progettare il Paese per continuare nella tradizione del bello che i nostri avi ci hanno regalato e che abbiamo il diritto  dovere di custodire e perpetrare alle future generazioni»

ROBERTA RUGGIA: «Dopo tre giorni di full immersion in un gruppo di circa 3000 architetti ritorno con l’entusiasmo per continuare, a quasi 30 anni di professione, con competenza, correttezza, impegno e passione»

CECILIA SERONELLO: «Un incontro necessario che ha dato voce alle criticità contemporanee della pianificazione territoriale e della professione dell’ Architetto, ponendo le linee guida per il futuro»

STEFANO SIBILLA: «Il Congresso è stata un’importantissima e sentita dimostrazione di unità di intenti degli Architetti Italiani. Unico neo il Manifesto congiunto finale è generalista e poco incisivo»

DANIELA TURCI: «Cultura, Qualità, Trasparenza, Legalità: le parole chiave del Congresso, insieme a Formazione, Educazione alla Bellezza, Inclusione, Condivisione e Sostenibilità.
Aggiungerei Pari Opportunità. Tutto ciò ci riguarda come Professionisti e come Persone.
#CominciamodalManifesto_Le paroleSonoImportanti: “la persona (non l’uomo) al centro”! Cominciamo! »

CLELIA TUSCANO: «Di alto livello la lucida analisi del momento presente, di vasta portata culturale l’obiettivo di creare domanda di qualità dell’architettura, di grande respiro il ruolo degli architetti, centrale per una trasformazione non procrastinabile»

MIRIA URAS: «L’architettura come arte utile che si prende cura del benessere e la salvaguardia delle comunità e delle persone, riconoscendo così il suo alto mandato sociale. La città del futuro fondata sui principi della tecnologia dei talenti e della tolleranza. Il diritto alla bellezza. La possibilità di un nuovo Rinascimento. Rigenerare»