
Sabato 7 marzo 2026 il muraglione che fiancheggia via Maritano, nei pressi del civico 102, si è ricoperto di 110 ritratti fotografici in bianco e nero realizzati con gli abitanti del quartiere nell’ambito del progetto Diamante Faces, un’azione di arte pubblica partecipata che trasforma lo spazio urbano in un racconto collettivo.
L’iniziativa si inserisce nel programma internazionale Inside Out Project, ideato dall’artista francese JR e promosso dalla Can Art Change the World? Foundation, che dal 2009 coinvolge comunità di tutto il mondo in azioni capaci di generare impatti positivi attraverso l’arte, la cultura e l’educazione. Il programma si rivolge in particolare a contesti spesso marginalizzati o poco visibili, mobilitando comunità e proponendo pratiche partecipative.
Con oltre 586.000 partecipanti in 154 paesi, il progetto utilizza il ritratto fotografico come strumento di visibilità, identità e dialogo.
Un gesto semplice, un messaggio potente: “Guardare, farsi guardare” è il cuore del progetto. La fotografia, da gesto intimo, diventa atto pubblico: ogni volto racconta una presenza. Insieme, i 110 ritratti compongono un grande collage urbano che afferma un messaggio chiaro: un quartiere vivo è un mosaico di storie.
L’idea è stata quella di restituire agli abitanti la possibilità di diventare protagonisti dell’immagine pubblica del proprio quartiere. Il bianco e nero, il grande formato e l’affissione nello spazio urbano trasformano un gesto intimo in un’affermazione collettiva: noi siamo qui.
Questo gesto ha permesso ai residenti di uscire di casa, incontrarsi, riconoscersi e anche divertirsi insieme, attivando un processo partecipativo e inclusivo che ha reso i cittadini orgogliosi protagonisti di un racconto collettivo.
Il muraglione lungo via Maritano si è così trasformato in una superficie narrativa: non più solo un confine urbano, ma un grande mosaico di presenze che restituisce un’immagine viva della comunità.
La giornata di affissione è stata anche un momento di incontro aperto al quartiere. Durante l’installazione, lo spazio circostante è diventato un luogo temporaneo di condivisione e partecipazione.
I poster, stampati su carta ecologica e incollati con colla biodegradabile, sono destinati a durare solo pochi giorni, ma il valore dell’operazione sta nel processo che l’ha generata.
Diamante Faces entra infatti a far parte dell’archivio internazionale di Inside Out Project, che raccoglie azioni partecipative realizzate in tutto il mondo, offrendo al quartiere una visibilità che supera i suoi confini.
Se anche solo per un giorno gli abitanti si riconoscono come comunità e cambia, anche di poco, lo sguardo con cui il quartiere viene osservato dall’esterno, allora il progetto ha già raggiunto il suo risultato più importante: lasciare una traccia di relazione, di memoria condivisa e forse anche l’ispirazione, per qualcuno, ad avvicinarsi alla fotografia e all’arte.
Il contesto del progetto
Questa azione Inside Out è guidata dalla Cooperativa Sociale Agorà nell’ambito del bando nazionale “Educare insieme” del Dipartimento per le Politiche della Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con il coinvolgimento di professori e dottorandi del Dipartimento di Architettura e Design dell’Università di Genova e delle istituzioni comunali e locali.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso di riqualificazione del Quartiere Diamante di Begato, a Genova.
L’azione nasce dall’esperienza del corso Design dell’Evento 1 del Dipartimento di Architettura e Design dell’Università degli Studi di Genova, tenuto dalle prof.sse Laura Arrighi e Maddalena De Ferrari, e si sviluppa all’interno del percorso “Tavolo Diamante”.
Il percorso di riqualificazio
La riqualificazione del Quartiere Diamante rappresenta uno degli impegni più significativi dell’Amministrazione comunale di Genova nel coniugare trasformazione urbana, attenzione sociale e partecipazione attiva dei cittadini.
Negli ultimi anni l’Amministrazione ha sostenuto e accompagnato progettualità partecipative, laboratori, eventi e azioni di comunità, riconoscendo il valore del protagonismo degli abitanti come elemento essenziale per il buon esito degli interventi.
Avviato in un momento complesso, segnato dalla demolizione delle dighe e da profondi cambiamenti fisici e simbolici del quartiere, il lavoro sul Diamante ha impegnato l’Amministrazione nell’accompagnare questo processo con responsabilità e ascolto, nella consapevolezza che ogni cambiamento — anche quando orientato al miglioramento — porta con sé complessità, fatiche e timori legittimi.
Il “Tavolo Diamante” nasce con questo obiettivo: istituire uno spazio di confronto stabile tra istituzioni, servizi, mondo associativo, università e abitanti, con l’intento di mantenere un dialogo costante e costruire insieme alcune delle scelte che riguardano il futuro del quartiere.
Un percorso che ha permesso di valorizzare le risorse presenti, rafforzare le relazioni di fiducia e promuovere una visione di riqualificazione che non fosse soltanto edilizia, ma anche sociale e culturale.
Sono componenti del tavolo: il Municipio V Valpolcevera, Arte, la Direzione di Area Welfare con l’Ambito Territoriale Sociale, la Direzione politiche della casa, il Dipartimento Architettura e Design, l’Ordine degli Architetti, il Distretto Sociosanitario 10, il Centro di Salute Mentale della Valpolcevera, la Comunità San Benedetto al Porto, Cooperativa Sociale Agorà.
Per seguire il progetto:
Instagram: @diamantefaces
https://www.insideoutproject.net/en/explore/group-action/diamante-faces