
La crescita industriale, l’espansione del porto, i quartieri sulle colline e la riconversione del Porto Antico: nel secondo Novecento Genova ha cambiato più volte volto. Giorgio Bergami ne ha seguito le trasformazioni con la macchina fotografica, mostrando come le scelte economiche e urbanistiche incidessero sulla vita delle persone. I suoi scatti raccontano il lavoro, le periferie e il centro storico.
Riuniti nella mostra Giorgio Bergami e la città in trasformazione, dal 14 ottobre 2026 a Palazzo della Meridiana, invitano a rileggere la storia della città, tra opportunità e contraddizioni.
Promossa dall’Associazione Amici di Palazzo della Meridiana – APS e organizzata con l’Archivio Giorgio Bergami, l’esposizione è curata da Francesco Saverio Fera, Matteo Fochessati, Gian Domenico Ricaldone e Stefano Scarpa. A quasi vent’anni dall’antologica di Palazzo Ducale, riporta l’attenzione sul fotografo. Le immagini sono state ristampate rispettando tagli e contrasti dei negativi originali.
Entrato a sedici anni nell’agenzia Publifoto, Bergami (1937-2023) ha fotografato eventi entrati nella memoria genovese: le manifestazioni antifasciste del 30 giugno 1960, l’affondamento della London Valour, l’alluvione del 1970. Ma non si fermava alla cronaca: nei reportage sui quartieri e sulle persone ai margini cercava le conseguenze dei cambiamenti urbani e sociali.
La mostra si sviluppa in sei sezioni, dalla città che cambia alle trasformazioni sociali, dall’alluvione alla politica e all’antifascismo, dall’emarginazione ai ritratti. Nel centenario della Grande Genova, le fotografie raccontano l’espansione edilizia degli anni Sessanta e la cementificazione delle colline, fino al disastro di via Digione del 1968; documentano anche il passaggio dalla città portuale e industriale al Porto Antico dopo l’Expo del 1992. Cambiano insieme lo spazio, il lavoro e le relazioni.
“Giorgio Bergami durante la sua intensa e articolata attività di fotografo ha sempre continuato con tenacia e passione a osservare e a documentare le trasformazioni in atto nella sua città, Genova”, osserva il curatore Matteo Fochessati. Nelle fotografie, aggiunge, emerge l’umanità di chi ha vissuto quei cambiamenti: lo spaesamento nei nuovi quartieri e la capacità degli abitanti del centro storico di adattarsi.
Per il curatore Gian Domenico Ricaldone, “Bergami non fotografa soltanto una città che cambia ma costruisce consapevolmente un archivio del suo cambiamento”. Ogni immagine nasce da una scelta e da un punto di vista: la mostra permette di scoprire anche il metodo del fotografo.
Come osserva il curatore Francesco Saverio Fera, nelle fotografie di Bergami “non sempre è la città a mutare, ma chi la abita”.
“Per chi ha conosciuto Giorgio da vicino, queste fotografie restituiscono anche il suo modo di essere: curioso, attento alle persone, sempre presente dove accadeva qualcosa”, racconta Stefano Scarpa, cognato del fotografo e tra i curatori della mostra.
Accanto a lavoratori, abitanti dei quartieri e manifestanti compaiono personaggi della cultura, dello spettacolo e della politica, da Ernest Hemingway e Humphrey Bogart a Gino Paoli e Sandro Pertini. Volti noti e persone comuni restituiscono il clima di un’epoca.
“Con questa mostra vogliamo offrire ai genovesi, e soprattutto alle nuove generazioni, l’opportunità di guardare la città attraverso le immagini di chi ne ha seguito da vicino i cambiamenti”, afferma Davide Viziano, presidente dell’Associazione Amici di Palazzo della Meridiana. “La fotografia di Bergami ci aiuta a leggere la nostra storia e a riflettere sulle scelte che daranno forma alla Genova di domani”.
L’Archivio Giorgio Bergami diventa così uno strumento per conoscere il passato e interrogare il presente. Accompagna la mostra un catalogo Sagep con le fotografie e i testi dei curatori.
Giorgio Bergami e la città in trasformazione sarà visitabile a Palazzo della Meridiana, in Salita San Francesco 4, fino al 31 gennaio 2027. Informazioni: www.palazzodellameridiana.it. La mostra è patrocinata dall’Ordine ed è valida 1 CFP in autocertificazione.