Gli Alfabeti e i Modernisti. Linguaggio condiviso tra architetti e disegnatori tipografici nella prima metà del ‘900

Giovedì 19 marzo 2026, presso l’Auditorium Gabrielli in piazza San Matteo 18, Genova, dalle ore 17:00 alle ore 19:00, si terrà il convegno Gli Alfabeti e i Modernisti. Linguaggio condiviso tra architetti e disegnatori tipografici nella prima metà del ‘900 (2 CFP) a cura della Fondazione Ordine Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Genova. Le iscrizioni sono aperte su Formagenova.it.

Se già l’architettura classica affidava alle epigrafi dedicatorie sui frontoni un ruolo celebrativo, è con il Modernismo che l’iscrizione si eleva a tema centrale nel progetto, acquisendo una vera e propria valenza compositiva oltre che di comunicazione. In questo contesto, la tipografia non si limita a veicolare messaggi, ma diviene uno strumento progettuale: gli architetti, infatti, iniziano a disegnare caratteri inediti per ogni opera, delineando un linguaggio grafico rivoluzionario. Questa estetica, che potremmo definire propriamente “modernista”, riscosse un grande successo e si impose a livello estetico nell’architettura come sulla carta stampata. Muovendo dai solchi tracciati dai progettisti molto noti, soprattutto nell’area del nord Europa e degli Stati Uniti, i disegnatori di caratteri italiani svilupparono progetti originali con innumerevoli varianti, diffuse capillarmente nel mondo della comunicazione e della produzione tipografica, sancendo la diffusione di un nuovo codice visivo già consolidato nell’ambito dell’archigrafia monumentale.

La conferenza, moderata da Andrea Michelini, vicepresidente della Fondazione, si propone di indagare questa affascinante intersezione tra creativi. Il percorso critico prenderà le mosse dall’imponente lavoro di raccolta e catalogazione dei caratteri modernisti condotto negli ultimi anni per la scrittura del volume “Alfabeti Modernisti Italiani” (Lazy Dog Press, 2025) di Luca Lattuga, proponendo un’analisi comparativa che parte dall’analisi e dalla diffusione di questa estetica progettuale fra architettura e grafica internazionale, alle declinazioni del produzione nazionale, in architettura come nel campo delle insegne pubblicitarie fino ad una analisi dei casi disseminati sul territorio genovese.

INTERVENTI

Luca Lattuga, Anonima Impressori – Bologna, autore “Alfabeti Modernisti Italiani” Lazy Dog Press, 2025
Alfabeti Modernisti Italiani
Da almeno una dozzina d’anni Luca Lattuga raccoglie e cataloga caratteri mobili in metallo e legno prodotti in Italia tra gli anni ‘Venti e ‘Quaranta del secolo scorso. Durante questa ricerca ha riscoperto uno stile ricorrente e coerente che ha caratterizzato quel periodo. Sebbene diffuso all’epoca, questo stile proveniente dal basso, dalle officine tipografiche, è rimasto nell’ombra per decenni. Questi caratteri, meno noti, coesistevano accanto ai celebri tipi di fonderie storiche, come Nebiolo e Reggiani, sopravvivendo grazie alla loro versatilità ed economicità e godendo di una popolarità spontanea e diffusa capillarmente anche nelle province più isolate. Rimasero in uso fino agli anni Sessanta o Settanta, resistendo di fatto fino alla fine dell’era tipografica a caratteri mobili. Furono largamente usati in pubblicità, volantini, manifesti, copertine di libri e testate di riviste. Seguivano le tendenze europee verso forme più moderne e rappresentavano un’affascinante espressione vernacolare, tutta italiana, del gusto internazionale dell’epoca.

Paolo Rusconi, professore di Storia dell’Arte Contemporanea – Università degli Studi La Statale, Milano
Veronica Bassini, Anonima Impressori – Bologna e ricercatrice Università degli Studi di Genova
La strategia del gusto moderno
L’intervento analizza il concetto di gusto moderno nel dibattito italiano tra le due guerre attraverso gli scritti di Edoardo Persico e Pietro Maria Bardi, mettendo in luce il ruolo guida attribuito all’architettura e il trasferimento delle sue categorie operative nel campo della tipografia. A partire da questo quadro teorico, si interroga il rapporto tra grafica e architettura.

James Clough, storico della storia dell’alfabeto latino e della tipografia, Milano
Lettere e architettura nel ventennio.
Particolarmente evidente nell’architettura italiana del ventennio fascista è un elemento propagandistico – visibile nelle proporzioni ciclopiche, soprattutto dei palazzi di giustizia – ma anche nelle iscrizioni che identificano tutti gli edifici pubblici. Dopo i primi anni del ventennio, con l’utilizzo delle lettere romane, l’idea della modernità con le più semplici lettere “bastoni” prese il sopravvento. Questo contributo indaga sui diversi stili di queste lettere adoperate dagli architetti e come quelle lettere venivano utilizzate dalla società in generale e non solo dal regime.

Gianluca Porcile, architetto e storico dell’architettura, Genova
Modernità e linguaggio in architettura. Analisi del contesto genovese
L’architettura genovese del primo Novecento oscilla tra innovazione tecnica (ad esempio, cemento armato e ascensori) e conservatorismo stilistico. Con il Modernismo, l’ornamento cede il passo alla parola scritta, che assume valore architettonico e propagandistico. Nel dopoguerra, la peculiare orografia collinare e la centralità di Piazza De Ferrari esaltano la visibilità delle insegne commerciali che divengono uno degli aspetti più caratterizzanti di una fase della storia cittadina.

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