Coronavirus, nota per i coordinatori della sicurezza nei cantieri

In relazione alle misure emergenziali adottate dal governo per il contenimento del contagio da coronavirus, l’Ordine degli Architetti di Genova segnala che non sono attualmente sospese le attività di cantiere e non sono state emanate, ad ora, linee guida o indicazioni da parte di alcun ente in relazione ai cantieri temporanei e mobili.

Tuttavia, al fine di evitare il più possibile ogni situazione di trasmissione, e pur non rientrando nelle mansioni di un coordinatore della sicurezza dare interpretazioni a documenti di tale rilevanza come i decreti emanati dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, ci si limita a richiamare tutti al rispetto di quanto stabilito.

Si ricorda a tutti i colleghi che il D.Lgs. 81/2008 disciplina, in via generale, la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, e, in particolare, nell’allegato XIII, sono contenute le prescrizioni per la logistica di cantiere, “tenuto conto delle caratteristiche del cantiere e della valutazione dei rischi”. La valutazione dei rischi, già prevista dalla norma, deve essere aggiornata e coordinata, per lo specifico cantiere o luogo di lavoro, con le misure emanate dalle autorità competenti. I criteri di protezione definiti da tali autorità vanno calati nelle singole realtà in cui vi può essere assembramento di persone o, comunque, pericolo di trasmissione del virus, adottando accorgimenti e procedure compatibili con le lavorazioni. Si invitano tutti i colleghi a tenersi aggiornati con le disposizioni che saranno emanate dalle autorità competenti e ad adeguare di conseguenza i piani e le procedure di sicurezza.

A titolo puramente indicativo e non esaustivo, si riportano alcune indicazioni, con particolare riferimento alla verifica ed efficacia dei presidi e dei servizi igienici e delle forniture di questi rimandando a norme di buon senso o analogia ordinando la verifica di condizioni igieniche quali:

  • la presenza nei servizi igienici di lavamani, sapone e carta monouso;
  • la dotazione di gel lavamani soprattutto per chi non abbia nelle immediate vicinanze i servizi igienici (ad esempio lavori all’aperto, su ponteggi etc);
  • la sospensione di lavorazioni che richiedano un assembramento di persone o non garantiscano le distanze di sicurezza di un metro (in analogia a quanto previsto dal DPCM per i locali pubblici) ad esempio lavorazioni che richiedano la presenza di due persone su un trabatello o su un cestello, lavori che richiedano assistenza ravvicinata etc. ;
  • la sospensione di tutte le lavorazioni che richiedano uso di mascherine quali DPI; vista la crescente difficoltà di reperimento delle stesse,nel caso in cui l’impresa dichiari che queste non siano reperibili le lavorazioni dovranno essere rimandate;
  • ove la lavorazione lo consenta si raccomanda l’uso di guanti quale protezione dal contatto della pelle delle mani con impugnature o comandi di attrezzature.

Oltre a attenersi a quanto ordinato, le imprese e i lavoratori dovranno verificare tutte le lavorazioni e nel caso in cui riscontrino situazioni anche potenzialmente pericolose dovranno comunicarle al Cse per poter coordinare le azioni necessarie, rimettendo anche ogni ulteriori valutazione alla Committenza.

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